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Cosplay Archive - Pepakura Database - Tutorials & Guides


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GUIDA PEPAKURA

Realizzare Armi o Armature per Cosplay

Cosa è pepakura

Pepakura è un programma per Windows prodotto da Tama Software Ltd (LINK) che permette di scomporre/aprire in componenti singoli, planari e quindi stampabili modelli 3D (importabili nel programma in diversi formati). Ne esistono due versioni:

  • viewer: versione free che vi permette di visualizzare e stampare i “papercraft” ma non consente di apportare alcuna modifica i file.

  • designer: versione premium a pagamento con tutte le caratteristiche e opzioni disponibili (tra cui appunto modificare il modello 3D o le sue scomposizioni 2D, la grandezza del modello etc.)


Come funziona

In questa guida parleremo di come funziona pepakura designer, visto che il viewer, a parte la stampa, non offre molte opportunità.


MODELLI IN VETRORESINA

IPORTAZIONE DI UN NUOVO FILE

Normalmente è possibile trovare in rete numerosi file già pronti all'uso ma ora ipotizziamo che dobbiate portare sul programma un nuovo modello partendo da zero.

NOTA: Se non sei interessato a questa parte della guida puoi andare QUI

Vi servirà un file in queste estensioni (come riporta il programma stesso)

.obj (formato Wavefront)
.6kt, .6ks (formato Hexa Great)
.dxf (formato AutoCAD)
.mqo (formato Metasequoia)
.3ds (formato 3D Studio)
.lwo (formato Lightwave)
.stl (formato STL)
.kml, .kmz (formato Google Hearh)
.dae (formato Collada)

Quindi bisogna importarlo sul programma andando su:
▶ File → Open → File.obj

A questo punto il programma risponderà in due modi:
  • se le facce del modello 3D superano una certa soglia il programma vi avvertirà dicendo che potrebbero verificarsi rallentamenti nella visualizzazione (senza considerare la complessità dei singoli pezzi una volta scomposti). In questo caso dovreste modificare il modello 3D con il programma con cui è stato creato e renderlo un po' “più spigoloso”. Non devono essere troppo dettagliati i modelli, in quanto il programma altrimenti impazzisce, basta la forma base, un po' squadrata. Al dettaglio ci si penserà alla fine. (PS questo per quanto riguarda le armature in vetroresina, per quelle in FOAM dovremmo creare dei pezzi ancora meno dettagliati – vedi la guida successivamente).
  • Se le facce sono di un numero basso il programma visualizzerà correttamente il file e vi introdurrà alla procedura di “preparazione del pezzo”.


guida pepakura immagine 1

A modello pronto vi verrà fatta questa domanda:
▶ Flip faces ? (Back faces are colored dark grey)

Con questa domanda il programma vi sta chiedendo “qual è l'esterno del modello ?”.
Questo è importante soprattutto per quanto riguarda la stampa in quanto verrà stampata la parte “esterna”. Nell'immagine riportata si vede come le parti “esposte” siano bianche, mentre le parti “nascoste” o “interne” siano appunto di grigio scuro. Cliccando su “Flip” verrà invertito l'esterno con l'interno. Se è tutto nella norma cliccate “No Flip” in quanto con “Close” interrompete la procedura.

Come prossima domanda il programma vi chiederà di identificare la parte frontale, i lati etc facendo corrispondere ciascuna faccia ad un colore. Come potete vedere in questo caso la prima cosa che vi chiede è di selezionare la parte frontale. Nell'immagine la parte frontale di questi gambali, cioè le ginocchia, guarda verso il pannello rosa quindi clicchiamo sul quadrato rosa per indicargli l'opzione giusta. Nel caso le ginocchia fossero state sullo stesso lato dove è presente quella grande freccia rossa allora si sarebbe dovuto cliccare su “No Change” per passare alla fase successiva. Questa fase è importante in quanto se cliccate a caso dopo risulterà problematico riuscire a ruotare il pezzo (nel programma) secondo le vostre preferenze.

guida pepakura immagine 2

Completata questa fase il modello è pronto per essere elaborato

guida pepakura immagine 3


ELABORARE UN FILE

  • Andare su:
    Settings → Texture Settings
    per vedere se sono disponibili texture al modello importato.

  • Andare su:
    Settings → Print and Paper Settings
    per impostare il formato di stampa (fogli A4, A3) o altre opzioni.

  • Andare su
    Settings → Other settings (a vostra discrezione)
    per modificare alcune preferenze del programma come il colore delle linee del modello etc.

  • Andate su
    “Edit Flaps” oppure premete CTRL + F → Change Shape
    Ed impostate i bordi 5 mm (“Height”)

Quindi passiamo alla fase di unfold. Assicuratevi che la spunta “Auto” sia deselezionata ed iniziamo. Cliccate pure sul pulsante a meno che non vogliate “preparare” il pezzo (per un risultato più preciso). Potete infatti dire al programma quali lati del modello dovranno essere “tagliati”, ovvero aperti (o disgiunti insomma), in modo che un volta scomposto quel lato non venga unito a qualche altra cosa. Per far ciò dovete cliccare su “Specify Open Edges” (settimo pulsante da sinistra nella barra superiore – ha l'aspetto di un taglierino giallo). A voi la scelta se fare questo passaggio poiché comunque potete lavorare sul pezzo dopo l'unfold in ogni caso. Il mio consiglio è di perdere qualche minuto a istruire il programma in quanto a volte a seguito dell'unfold il programma crea dei pezzi molto complicati e difficili da gestire; in questo modo evitate che ciò accada.

guida pepakura immagine 4
Nella finestra che vi si apre avrete la possibilità di ridimensionare il modello in base alle vostre preferenze. Quindi proseguite. Io nell'esempio che riporto ho impostato l'altezza a 1000 mm, cioè 1 metro (voi potete mettere quello che volete – PS per ulteriori informazioni riguardo al ridimensionamento andare in fondo al documento). Il risultato è questo:

guida pepakura immagine 5

A questo punto dovrete rielaborare il tutto in quanto ogni singolo riquadro tratteggiato corrisponde ad un foglio che verrà stampato (naturalmente ciò dipende da cosa avete selezionato in “Print and Paper Settings”, se avete selezionato A4 saranno probabilmente un numero di riquadri maggiore e di dimensioni minori) e naturalmente i vari pezzi dovranno essere distribuiti sui fogli in modo che le linee tratteggiate non siano intersecate (altrimenti la stampa ve le taglia). Con il tasto destro, sul riquadro, selezionate quindi “Select and move” se volete spostare/riposizionare i vostri pezzi, “Rotate” per ruotarli, “Join/Disjoin Face” per dividere/unire un pezzo (probabilmente userete maggiormente l'opzione disjoin). Quando avrete finito di riorganizzare il tutto dovreste avere qualcosa di questo tipo (faccio vedere da un altro file).

guida pepakura immagine 6

Quindi potete stampare ed iniziare a lavorare.


CARTA

Per la stampa vi conviene utilizzare una carta rigida (per es. 200 gr/m2 o superiore). A vostra discrezione quanto rigida prenderla, tenete conto che alcune stampanti soffrono con carte troppo rigide ma se usate carte troppo sottili il pezzo non vi si assembla correttamente in quanto collassa sul suo stesso peso e si deforma, oppure, eventualmente, a lavoro finito quando andremo ad applicare resine non riuscirà a resistere al prodotto e si disfarà come se fosse stato messo in acqua.

NOTA: Nel caso vi si presentasse un problema con la stampa (per esempio compaiono solo i numeri dei pezzi ma non le linee dei bordi) provate a risolvere con una di queste soluzioni:
  • selezionare tutti i pezzi 2D a destra → "Set Edge Color" (quarto pulsante a partire da sinistra nella seconda riga della barra degli strumenti) → Selezionare colore NERO e mettere la spunta su "Hidden Line"
  • Setting → Print and Paper Settings → Impostare "Lineweight" a 10 → Selezionare "Print lines clearly (Vector print) → Impostare "Trasparency" a 0%


NOTA: Nel caso aveste necessità di stampare in un formato che la vosta stampante non supporta (come A3 o superiore) potrebbe essere opportuno esportare le pagine in un pdf per poi andare a stampare il tutto in una copisteria. Per fare ciò dovete scaricare il programma CutePDF Writer (vi linko la guida di Salvatore Aranzulla LINK). A meno che non sia compreso nel pacchetto, dallo stesso sito dovete cercare e scaricare anche Ghostscript, necessario per il corretto funzionamento della conversione. Una volta che avete effettuato ciò se vi recate in Pepakura alla voce
File → Print
potrete osservare che nella lista di stampanti disponibili compare anche CutePDF. Selezionate dunque questa nuova opzione al posto della vostra solita stampante quindi recatevi sulle proprietà di stampa (di solito si trova sotto la voce "Avanzate") e impostate il formato di uscita (A3 - A2 o quello che vi serve). Quindi fate partire il processo. Naturalmente la vostra stampante non dovrà fare nulla in quanto il processo prevede la creazione di un File pdf con le pagine che invece, a cose normali, sarebbero state stampate. Una volta che avete il vostro file pdf potete sfruttarlo come meglio credete.
ATTENZIONE: Nel caso in cui vi vengano fuori pagine completamente bianche allora dovrete ripetere il procedimento dopo aver effettuato queste modifiche. Recatevi quindi su:
Setting → Print and Paper Settings → Print lines Clearly (Vector Print) E impostate quest ultima opzione. Fate quindi ripartire CutePDF (dovrebbe aver risolto il problema).
PS: Nell'ultima versione di Pepakura è già disponibile l'opzione "Print to PDF" sotto il menu "File". Se volte evitare di fare tutte queste operazioni vi basta aggiornare la versione del programma.


ASSEMBLAGGIO

I pezzi stampati presenteranno 3 tipi di linee:

  • continue → in questo caso dovete TAGLIARE
  • tratteggiate → dovete PIEGARE verso il BASSO
  • tratto – punto → dovete PIEGARE verso l'ALTO

PRO-TIP: per piegare con facilità vi conviene, con l'ausilio di un righello, marcare le linee con una penna, applicando una discreta pressione. In questo modo riuscirete ad assottiliare la carta rendendo la piegatura facile e precisa.

Tagliati e piegati tutti i pezzi siete pronti ad assemblarli. Se avete notato i pezzi hanno delle linguette che vi faciliteranno nell'assemblaggio. Per assemblare potete usare colle oppure il nastro carta (sulle facce interne sarebbe da preferire in quanto all'esterno può interferire alla fine con l'applicazione della resina).

Assemblato il pezzo (può richiedere diversi giorni) si passa alla resinatura.


RESINATURA

OCCORRENTE
  • Resina poliestere + catalizzatore + pennello
  • Solvente acetone puro*
  • Mascherina contro prodotti chimici + guanti
  • Stucco + catalizzatore
  • Stucco spray riempitivo per carrozzieri (bomboletta)
  • Vernice acrilica


Se sei interessato a sapere di più su questi materiali CLICCA QUA per recarti nella sezione tutorial per materiali.

FASI DI RESINATURA
Le fasi di resinatura sono numerose. Bisogna applicare sia strati interni che esterni al nostro paper model a volte con la fibra di vetro, a volte senza. Esternamente andremo a completare il nostro lavoro con lo stucco metallico e altre lavorazioni.

Questo è lo schema generale:

Internamente:
  • Strato 1 = Resina
  • Strato 2 = Resina + fibra di vetro
  • Strato 3 = Resina interna

Esternamente
  • Strato 1 = Resina
  • Carteggiatura per rimuovere gocce
  • Stucco metallico (3-4 mani)
  • Carteggiatura ad ogni mano (questo processo vede la stesura dello stucco in quantità descrescenti e serve per rendere il modello più rotondeggiante oltre a tappare tutti i buchi e renderlo liscio secondo le nostre preferenze)
  • Stucco spray – fondo riempitivo – carteggiabile – contro graffi e ammaccature (quando il modello sembra perfettamente liscio allora si passa questo come tocco finale)
  • Levigatura carta vetra 250 spugnosa o una 600 bagnata
  • Vernice non lucida (colore opaco)
  • Lucido a vernice asciutta

NOTE:

  1. Preparate resina e stucco a piccole dosi in quanto seccano velocemente e dovete applicare tutto velocemente prima che secchi.
  2. Il catalizzatore della resina è liquido, quello dello stucco è simile al dentifricio (di norma). Il tubicino di catalizzatore dello stucco a volte fa fuoriuscire un liquido essudato dal composto e non ha particolari proprietà indurenti, prestate dunque attenzione.
  3. La quantità di catalizzatore da utilizzare è il 2-3% della quantità di prodotto che si intende utilizzare. È meglio abbondare in quanto se mettete troppo poco catalizzatore la resina/stucco non indurisce e non riuscirete più a lavorarci.
  4. La vetroresina è venduta a grandi fogli. Dovete tagliarla prima di applicarla.
  5. Il pennello dopo l'uso lo potete mettere in acetone puro per provare a salvarlo. Personalmente vi consiglio di comprarlo nuovo ogni volta, risparmiate di più in questo modo che a comprare l'acetone (che inoltre non fa miracoli e il pennello si indurisce comunque).
  6. Attenzione alla catalisi, emana odori forti che danno alla testa e sono molto tossici. Non lavorate in ambiente chiuso e soprattutto rispettate le norme di sicurezza.
  7. Per impregnare la fibra di vetro in modo opportuno è conviene “picchiettarla” col pennello piuttosto che spennellare come se si stesse verniciando.
  8. Attenzione ! La resina reagisce con alcuni composti plastici come il polistirolo o alcuni bicchieri/vasetti di plastica sciogliendoli. Prestate molta attenzione o vi ritroverete in situazioni imbarazzanti.
  9. In alcuni casi conviene munirsi di un Dremel per la "carteggiatura" in angoli ostici


Per vedere questi passaggi nel dettaglio recatevi nella nostra GALLERY.


RIGUARDO AL RIDIMENSIONAMENTO

Nel caso abbiate un set di file (per esempio i file di un'armatura) che sono stati creati tutti in proporzione sulla base di un modello umano (di solito vanno bene per un range di altezza che va da 1.70 a 1.85) e volete ridimensionarli tutti al vostro corpo, dovete seguire questi passaggi. Prendete un pezzo, per esempio l'elmo, e andate su:

2D Menu → Change scale → Scale Factor

Osservate quindi il valore “Scale” presente e annotatevelo.
Durante lo scaling, nel campo dell'altezza inserite il valore misurato della vostra parte del corpo (per es: altezza della vostra testa), aggiungendo comunque un paio di centimetri. Attenzione, avete misurato probabilmente in centimetri, qui moltiplicate per 10, perché va inserito il numero espresso in millimetri.
Segnatevi poi di nuovo il valore del campo "Scale", in quanto cambiando l'altezza è cambiata anche la scala del pezzo. Ora dovete calcolare DI QUANTO è aumentata la scala del pezzo, e questa è una cosa FACILISSIMA: dividete il valore di "Scale" DOPO la modifica per il valore di "Scale" PRIMA della modifica. Quindi, ricapitolando, il calcolo è così:

VAR. = NUOVO VALORE / VECCHIO VALORE

Il calcolo è importante tenerlo presente perché non tutti i pezzi hanno lo stesso numero nel campo "Scale". Sono cioè stati calcolati in modo diverso, ma comunque hanno TUTTI inizialmente la stessa proporzione. Se sono in proporzione o sono tutti piccoli, o sono tutti grandi, o vanno bene tutti.
Adesso bisogna ingrandire in modo analogo ciascun altro pezzo dell'armatura. In pratica bisogna MOLTIPLICARE il valore "Scale" di CIASCUN PEZZO per il valore calcolato "VAR." Prima calcolato. Avete aumentato l'elmetto perché siete più alti e ora siete arrivati a dover stampare il pezzo dei pettorali. Ovviamente, se era piccolo l'elmetto, è piccolo anche il pezzo dei pettorali. Ricordate che o sono tutti piccoli, o sono tutti grandi, o vanno bene tutti.
Per ciascun pezzo bisogna ripetere questo calcolo. Moltiplicare tutti i valori di "Scale" per il numero "VAR." calcolato come incremento del valore "Scale" dell'elmetto. In parole povere, incrementate la scala di tutti i pezzi di una uguale quantità.

MODELLI IN FOAM

Per quanto riguarda i modelli in foam non vi sono molte differenze rispetto a quanto detto per i modelli in vetroresina. Tenete presente che questa parte della guida può essere applicata anche ad altri materiali ma il foam resta comunque la prima scelta, sia per resistenza, sia per rapporto qualità/prezzo, sia per facilità di modellazione.

ELABORAZIONE DEL FILE

Per facilitare le cose sarebbe opportuno modificare il modello 3D in modo che sia il più semplice possibile (deve essere quasi una bozza) e costruire i dettagli solo in un secondo momento a lavoro finito. È comunque possibile modificare un file pepakura destinato alla costruzione in cartoncino in modo che sia riproducibile in foam. In questo caso bisogna però effettuare alcune modifiche al file per facilitare le cose. Dopo aver aperto il file di interesse seguite queste istruzioni:

  • 3D Menu → Disabilitare “Show Edge”
  • 2D Menu → Disabilitare “Show Flaps”
  • Barra degli strumenti → Disabilitare “Set Materials to Faces”
  • (4° pulsante da sinistra nella parte superiore - è un cubo rosso, verde e blu)
  • Barra degli strumenti → “Set Edge Color” (CTRL + E) → Abilitare “Hide Edges Almost Flat” → Impostare “150 Deg.”
  • 2D Menu → Join Adjacent Edges → Impostare 1/1.5 mm


Con queste modifiche ridurrete il numero di “pieghe” e “disgiunzioni” e rimuoverete anche le “linguette” che sono solite esserci tra un pezzo ed un altro. Questo è necessario dal momento che il pezzo di foam non potrà essere piegato e modellato come un origami, quindi determinate curve/tagli non potranno essere rappresentate ed è quindi inutile stamparle. Inoltre le linguette non servono dal momento che il foam, avendo uno spessore proprio, non necessita di queste strutture per legarsi ad un altro pezzo; basta incollare i due pezzi tra di loro direttamente.

Prima di stampare i pezzi dovrete anche rielaborarli un po'. Innanzi tutto eliminate dal file tutti i pezzi doppi, in quanto per semplicità esecutiva (ma anche per evitare errori alla fine del lavoro) sarebbe opportuno lavorare solo con i pezzi di una “metà” (a vostra discrezione scegliere la parte destra piuttosto che la sinistra). I pezzi scartati dovranno essere posti fuori (trascinati) dalla griglia di stampa. I pezzi “impari”, quelli che sono solo in una copia (probabilmente perché sono dei pezzi “centrali” del modello come una parte dello sterno o della colonna vertebrale per intendersi), potranno essere mantenuti così come sono.

guida pepakura immagine 7

Dovranno inoltre essere modificati tutti i pezzi che presenteranno delle pieghe “troppo marcate”. Come abbiamo detto in precedenza il foam non può essere piegato con angolazioni importanti per cui, poiché nel .pdo originale potrebbero essere rimasti dei pezzi che presentano all'interno delle pieghe di una certa entità, è opportuno individuare e dividere in due questi pezzi (tasto destro sulla griglia di stampa → Join/Disjoin Face).

guida pepakura immagine 9

Dovrete eliminare anche tutti quei pezzi che corrispondono a “bordi” del modello. Il foam ha uno spessore proprio quindi fa già il lavoro tutto da solo, quindi non è necessario stampare quei dettagli che corrispondono ai bordi del modello (nel caso suddette strutture siano unite ad altri pezzi dovreste rimuoverle in modo analogo a quanto visto prima con la funzione “Disjoin”).

guida pepakura immagine 8

Inoltre se avete la possibilità cercate di unire pezzi più piccoli in pezzi più grandi (stessa funzione). In questo modo avrete anche meno elementi da incollare successivamente che risulterà in un risparmio di tempo e riduzione dei possibili errori.

Alla fine di tutte queste modifiche (sono un po' macchinose e complesse ma servono) avrete molto meno materiale da stampare e molti meno pezzi da dover assemblare tra di loro.

Rimando anche a questo video da cui ho preso spunto per la guida (è in inglese): LINK Quindi potete stampare ed iniziare a lavorare.


CARTA

Per la stampa in questo caso basta della normale carta da stampante. Vi serve solo come supporto per riportare la sagoma sul foglio di foam (se qualcuno riesce a stampare direttamente il foglio di foam me lo faccia sapere).


ASSEMBLAGGIO

OCCORRENTE
  • Modelli di carta prima stampati
  • Foam
  • Pennarello (indelebile è meglio)
  • Taglierino (affilato è meglio)
  • Colla a caldo o bostik
  • Colla vinilica (stella bianca) o Plastidip gomma liquida o lattice
  • Vernice per tessuti (se la parte è pieghevole) – acrilica (non bomboletta) se è immobile
  • Dremel (simile ad un trapano ma è più piccolo e preciso)
  • Pisola a caldo


Se sei interessato a sapere di più su questi materiali CLICCA QUA per recarti nella sezione tutorial per materiali.

LAVORAZIONE
Può essere molto facile o complesso in base al pezzo. A cose normali non dovreste aver problemi a incollare due pezzi tra di loro ma ci potrebbero essere complicazioni; ad esempio è possibile che un pezzo sia curvo (senza pieghe nette ma leggermente imbarcato). In questo caso in base al materiale (foam spesso per esempio) è conveniente ricorrere alla pistola a caldo per plasmare leggermente il pezzo e dargli la curvatura voluta. Il foam infatti è termolabile e riscaldandolo appositamente con il giusto strumento si curva ed una volta raffreddato mantiene la forma. Un altro esempio è quando vi ritrovate pezzi con una grossa angolatura; in questo caso dovrete tagliare le estremità con un certo angolo in modo che combacino nel modo desiderato.

guida pepakura immagine 10

Nel caso abbiate necessità di apportare ulteriori modifiche, come rilievi, infossamenti, assottigliare un bordo e così via potete ricorrere al dremel. Ulteriore consiglio è quello di usare silicone acrilico se volete “chiudere” le “linee di incollaggio” tra un pezzo e l'altro. A volte infatti alcuni tagli, fatti per necessità geometriche, risultano un po' brutti a vedersi perché magari interessano una parte esposta del nostro pezzo. Usando questo materiale potete nascondere l'imperfezione mantenendo l'elasticità del tutto (mentre lo stucco va bene su armature rigide in vetroresina a volte sul foam è preferibile optare su altre opzioni, in questo caso il silicone acrilico ha una consistenza che si adatta bene al materiale).

Una volta assemblato il pezzo dovete rivestirlo prima di verniciarlo (il materiale infatti è leggermente poroso e non adatto ad una verniciatura diretta). Le tecniche più usate sono:
  • rivestimento con strati multipli di colla vinilica pura (non diluita – 4/5 strati)
  • lattice liquido
  • plastidip (ci sono bombolette apposta – si tratta di gomma liquida spray ed è impiegato come primer).

Una volta completata questa operazione potete colorare con acrilici. Le bombolette sono sconsigliate in quanto il colore tende a creparsi maggiormente rispetto quello dato a pennello o aerografo. Una volta colorato potete usare un lucido trasparente protettivo a vostra discrezione.



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